IL GAGGIO
Trattasi persona con stile e senso della misura pressoché nullo.

RINGRAZIAMO SEME E JONATHAN GRASS CHE HANNO RESO POSSIBILE QUESTA SEZIONE!

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1: LE AUTO LE AUTO PREFERITE DEL GAGGIO ( MAESTRO SEME )
2: L'ABBIGLIAMENTO AGGHINDARSI E' MOLTO IMPORTANTE PER IL GAGGIO... ( MAESTRO SEME )
3: IL FISICO DEL GAGGIO ...E PURE LA CURA DEL FISICO! ( MAESTRO SEME )
4: GLI ACCESSORI DEL GAGGIO IL GAGGIO NON PUO' VIVERE SENZA ACCESSORI ( MAESTRO SEME )
5: GLI ACCESSORI PER LO SCOOTER PERCHE' LA CLASSE NON E' ACQUA ( MAESTRO SEME )
6: ACCESSORI PER L'IGIENE INTIMA ...INDISPENSABILI... ( MAESTRO SEME )
7: IL GAGGIO VA A S. GIOVANNI ROTONDO LE GITE! CHE SPLENDIDI MOMENTI! ( MAESTRO SEME )
8: IL MODELLO PIERO PELU' ANCHE IL GAGGIO HA I SUOI PALADINI...( MAESTRO SEME )
9: TECNICA DI DIFESA PERSONALE SAPERSI DIFENDERE E' MOLTO IMPORTANTE! ( MAESTRO SEME )
10: ITTA E' CHI SES CASTIENDI? PREMESSA ALLA TIPOLOGIA DI GAGGIO "BURDO" ( JONATHAN GRASS )
11: COME CAGARE IL CAZZO ESEMPI DI AZIONI TIPICHE DEL GAGGIO-BURDO ( JONATHAN GRASS )

 



LEZIONE N°1: LE AUTO

Le auto del gàggio sono:

  1. Anni '75/'79 = A112 Abarth con schermo anteriore antisole verdone OLIOFIAT e fari Carello giganteschi
  2. Anni '80/85 = Fiat 127 sport con paraspruzzi posteriore ed adesivo a scelta tra: Windsurfer, Team O'Neil, Turbo iniection
  3. Anni '86/'90 = Escono in contemporanea la Uno Turbo e la Renault Super5.  Per il gaggio non c'è che l'imbarazzo tra queste 2 bare ambulanti. La Uno Turbo si distingue rossa con cerchi in lega e imbottitura per cintura Sparco. La Super5 si preferisce gialla con cerchio in lega dorato e "gommoni slichy", come mi disse un gommista di Pirri
  4. Anni '91/'95 = La Delta Integrale diventa col tempo più abbordabile di prezzo, così come l'Alfa 75. La Lancia va bianca con set di adesivi per farla sembrare da competizione,
    l'Alfa, nella sua versione 75 Evoluzione sfoggia un alettone posteriore degno di un caccia supersonico
  5. Ultimamente noto l'Opel Tigra come auto papabile del gaggio del nuovo millennio.

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LEZIONE N°2: L'ABBIGLIAMENTO

Il gaggio per sua natura ha il senso del kitch portato allo stadio più
estremo.

Il gaggio e relativa famiglia vanno al matrimonio del cugino ricco.
Lui: acconciatura modello"Albania oggi", ovvero capello meglio se riccio lungo sul davanti con un accenno di riga in mezzo (enfatizzata quest'ultima dagli adepti di Nino D'Angelo o Alan Sorrenti), smoking, da lui immediatamente storpiato in "Scmocchi", strettissimo se lui è sovrappeso, di 2 misure più grande se di corporatura esile. Il suddetto smoking avrà però le seguenti caratteristiche: strettissimo di spalle, impossibile da abbottonare perché mancante del bottone originale che sua moglie ha sostituito con uno dorato  clamorosamente fuori misura per l'asola.
Il pantalone, che malgrado tutto lui porta rigidamente a vita bassa, è corto, facendo notare il calzino che a scelta potrà essere: 1) il tubolare corto con striscettine rossa e blu e racchette da tennis incrociate; 2) calzino al polpaccio color crema con buco all'altezza del centro della caviglia; 3) calzettone di lana fino al ginocchio che lui incurante dell'afrore dei suoi piedi porta anche se è il 4 Agosto.
La scarpa è l'intramontabile mocassino da cerimonia, acquistato 15 anni prima per la propria cresima, lucidissimo e con piccola fibbia dorata, la cui doratura col tempo però è andata perdendosi, lasciando ora intravedere il materiale plastico di cui in realtà fatta.
Il tutto corredato da un finto orologio d'oro comprato da un marocchino il giorno prima che però lui si rende conto essere guasto al momento di entrare in chiesa quando il padre del cugino ricco gli chiede che ora sia, al quale lui risponde imperturbabile, "no du sciu, è scrittu in americanu".
Lei: clamorosa permanente ultravoluminosa stile anni '70 che la parrucchiera "Sammathah" le ha rifilato essere all'ultima moda a Paris e che lei gongolandosi con le cognate"M'ha nau ch'e a s'urtima moda a Parisi".
Tallieur ciclamino che lei, obesa, sfoggia con nonchalance "poitta d'appu biu puru a sa televisioni" non rendendosi conto del fatto che in quel momento c'era un servizio sulla prostituzione in Lombardia. Calze a rete nere scarpa con tacco a spillo, anch'esse nere, lucide, con uno dei due tacchi rotto e rifatto male, visibilmente più grosso dell'altro.

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LEZIONE N°3: IL FISICO DEL GAGGIO

Il gaggio in questione non è più un ragazzetto; ha passato da un pezzo i trenta, anche se si concia come un ragazzino (non riesce a smettere di impennare sul SI).
Capello: eternamente finto spettinato. Meglio se con gel (quello del Discount che rimane untuoso).
Pelo sul petto: poco, ma lui ne va orgogliosissimo e lo espone generosamente dalle scollature delle sue camicie. 
Di colorito poco sano per via dell'alimentazione, ha una dentatura un tantino sconnessa. Talvolta manca di uno degli incisivi, spesso dei molari, sempre di uno spazzolino da denti. 
Sulla pancia ci sono differenti scuole di pensiero: c'è chi se ne vergogna, e la trattiene per tutta la giornata che passa alla 4° fermata; c'è chi ne va orgoglioso e non fa altro che toccarla. 
Tatuaggi: il gaggio ne possiede di 2 tipi :quelli fatti "candu femmu pischillinu" ad ago, generalmente blu, tutti storti e con messaggi incomprensibili, oppure fatti in epoca più recente, ma comunque entrambi vistosi. 
Orecchini: il gaggio vecchio stampo diceva che erano"po is pivellus", quelli "moderni" ne hanno portati di tutte le fogge, dall'anellone al pendente con foglia di marijuana.
Le mani: spesso il gaggio si mangia le unghie, ma quando non lo fa, sono cazzi. E' tutto un fiorire di unghie lunghe, spessissimo la sinistra del mignolo con la quale lui non esita in ogni circostanza a levarsi il cerume.

 

LEZIONE N°3bis: IL FISICO DELLA GAGGIA

Così come lui ha il culto del macho, lei ha quello della superdonna, pertanto deve apparire alta, anche se in realtà raggiunge a stento il metro e quaranta: perciò usa un tacco alto, altissimo, un trampolo.
Ricetta dello zatterone da competizione: si prenda un paio di scarpe di foggia  gaggia, le si innesti sopra un paio di zeppone da "chilo" in gommapiuma-pressofusa-preparata 75-alleggerita al carbonio, che fanno raggingere l'altezza di un metro e sessantatre.
Raggiante del risultato, la gaggia, che risulta tra l'altro un tantinello obesa, incurante della pubblica decenza, sfodera un paio di pantacollant neri che evidenziano le forme più che abbondanti del sedere. Inoltre top trasparente bianco modello Madonna e reggiseno con imbottitura tripla che fanno diventare la sua seconda scarsa una quarta abbondante.
Ma il meglio di sé lei lo riserva al make-up. Ecco alcuni esempi di accostamenti di ombretti, rossetti e smalti.

ROSSETTO OMBRETTO SMALTO
Rosso fuoco Bianco Rosa
Granata Fucsia Bianco
Bluette Arancione Giallo
Blu Verdino Rosso
Verdone Rosso fuoco Blu di Prussia

E che dire degli accessori? Collanine con effigie di Bono degli U2 o Leonardo di Caprio; fintissima bigiotteria falsa come una banconota da 3.000 Lire; borsettina Prada Made in Naples; swatch con cinghietta rifatta ecc.
Ma il meglio che mi è capitato di vedere sono dei guantini bianchi in pizzo. Non c'è niente da fare: "Noblesse oblige".
E che dire della "calata". Gli acuti, ovvero come spaccare i tweeter di qualunque potenza: es.: OOOOHHH bambino grasso a tirare sabbia a casinoooooo; oppure: c'eeeeeeee ma ll'lai vvisto a quello che bbonooo; oppure con idiosincrasia verso la lettera E : es. cioà capata, una satuaziana trappa tranqualla.

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LEZIONE N°4: GLI ACCESSORI DEL GAGGIO

Per il Gaggio vivere senza accessori è come vivere senza apparire, cioè un controsenso. Andiamo con ordine:

La macchina così com'è non può proprio stare, e quindi perchè rinunciare al piacere di un pomello del cambio col teschio, o di un cerchio in lega un po' appariscente, magari color oro, di una bella imbottitura per cintura di sicurezza che fa tanto rally? Sì perche tutto in fondo verte su quello: il gaggio vuole l'auto sportiva a tutti i costi, anche se ha una Regata del'88 Diesel.

Breve lista degli accessori usati: 

  1. Adesivi di tutti i generi, dal limite di velocità 300 al  TURBO o i coniglietti che si inchiappettano;

  2. Pupazzi di ogni foggia, meglio se si appedono sui vetri, ancor meglio se di colori sgargianti;

  3. Foderine: le più trendy sono le leopardate. Notevoli quelle a sfondo nero con rilievi "finto Recaro";

  4. Per il vero proletario, non può mancare il ventilatore;

  5. Le già citate coperture per cinture di sicurezza, rosse o gialle (ma perchè aquistarle se poi tanto le cinture non si usano?);

  6. I paraspruzzi per ruote posteriori, meglio se retti da catenina;

  7. Il cavetto di messa a terra nero con immagine bianca raffigurante una folgore;

  8. Gli intramontabili antiturbo;

  9. Il finale della marmitta cromato;

  10. Retronebbia collegati allo stop;

  11. Faro di stop applicato, che dopo un po' si stacca;

  12. Le tendine, nelle sguenti sobrie fantasie: Marilin Monroe, Jim Morrison, Tigri, Aquile;

  13. Fendinebbia anteriori, applicati artificialmente, di misura spropositata;

  14. Minigonne lungo tutta la lunghezza della carrozzeria;

  15. Corni, cornetti e quant' altro pendente dal retrovisore;

  16. Gomme ultraribassate, fuori misura, sporgenti di un buon 20 cm.

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LEZIONE N°5: GLI ACCESSORI PER LO SCOOTER (Perchè la classe non è acqua)

SI PIAGGIO: grata proteggi faro anteriore e posteriore in plastica nera; marmitta tipo "Proma" con terminale oro metallizzato. PREPARAZIONI: 65 Polini, 75 Polini e Pinasco, 90 Polini.
VESPA PIAGGIO: Kit per autoradio e casse nel cassetto anteriore; griglia proteggi faro in tinta con la carrozzeria; portapacchi con annesso schienale per il passeggero. PREPARAZIONI: 50, 75, 90 e 100 Polini; 75 e 90 Pinasco; marmitte con rumoristica varia modello Harley.
FANTIC CALIFFONE: non necessitava di nessun accessorio.

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LEZIONE N°6: ACCESSORI PER L'IGIENE INTIMA

Unghia del dito anulare (o mignolo N.d.R.) della mano sinistra lunga dai 2 ai 5 cm. per un'accurata pulizia del padiglione auricolare.
Stuzzicadenti nel portafoglio per eliminare il tartaro e, più spesso, i filamenti di grasso di prosciutto crudo.
Indice della mano destra adoperato per una corretta liberazione delle narici da corpi estranei, da utilizzarsi prima di stringere la mano a qualcuno.
Per problemi di aerofagia/spettacolo c'è il troddio con accendino da eseguirsi solamente con i jeans.

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LEZIONE N°7: IL GAGGIO VA A S. GIOVANNI ROTONDO

Memore di un voto fatto ("Se non muoio cappottando con la 500 sporting") il nostro eroe si piega ad accompagnare la mamma, la pivella e la suocera da Padre Pio, in quel della Puglia. Ma a modo suo.
Partenza: Cagliari-Civitavecchia in seconda classe con motonave Tirrenia, attrezzati di autovettura Fiat Uno Turbo rossa anno '89 completa di faretti anteriori applicati, minigonne su tutta la lunghezza della scocca, antiturbo, alettone posteriore, finalino di marmitta cromato, adesivo di coniglietti che si inchiappettano, tendine parasole con raffigurato Jinmorriso'.
Accompagnate in cabina la donne, il nostro lupo di mare "va a prendersi na boccata d'aria". In realtà si ubriaca pesantemente al bar di seconda, cerca di abbordare due prostitute nigeriane col visto di espulsione ed uno strano
alone viola e molesta due studentesse che vanno a studiare a Roma. Si prende due violenti cartoni da un marinaio sardo; difatti credendolo napoletano gli aveva detto: "Oh cunnemamarua dov'è il bagno?".
Soffre di mal di mare pur essendo una serata calmissima e vomita tutta la cena dal ponte.
Alla fine, stravolto, torna in cabina e lì, russando come un bufalo, resta fino alla mattina. Sbarcati, l'eroe carica l'auto e, fedele alla raccomandazione data alla mamma e alle preghiere della ragazza, è costretto ad andare a 90 km/h ed a mettere in successione tutta la discografia di Masini, Nek, Biagio Antonacci ed Ivana Spagna nello stereo da 400 watt al minimo volume.
Nel tragitto, malgrado guidi, lui ha delle visioni:
* si trova a cavallo di un'Harley nel deserto del Nevada con Kim Basinger seminuda che lo abbraccia dicendogli "Mi faisi morri" e gli tocca i genitali;
* è dentro una limousine gigantesca con Demi Moore vestita come in Streptease che gli fa bere lo Champagne dal seno;
* è al gran premio d'Italia di F1 e fa la pole staccando tutti di 3 secondi.
Finalmente dopo sette ore arriva, completamente sudato ed in stato di trance, al santuario. Accompagnate le donne a "le sante vecchierelle" si ferma nella modesta hall dell'alberghetto, molestando 3 novizie di colore prese per mignotte e svuotando il frigo, in verità fornito soltanto di Don Bairo ed Elisir dei Frati, ma tant'è.
E così alla fine, nuovamente in condizioni pietose, sfoderata dal collo la sciarpa del Cagliari, irrompe nel Santuario credendolo, in una nuova mistica visione, San Siro, urlando a squarciagola:
* succhia-la-succhia-la-succhia la banana milanista figlio di puttana;
* la gente vuol sapere-chi noi siamo-e noi glielo diciamo;
* è arrivato Weah-è arrivato Weah-e Baresi è di nuovo papà.
Il tutto condito di gestacci pernacchie e quant'altro.
Quindi malmena una crocerossina al grido di "non avremo-pietà" e si lancia all'assalto.
Il silenzio della chiesa, in quel momento, era totale e i fedeli scappano da tutte le parti. 
I frati del monastero, si sa, sono dei bravuomini, calmi, sempre dediti alla preghiera ed al lavoro nei campi. Ed infatti c'hanno due braccia così a furia di zappare. E così padre Deciso e padre Guardiano, impugnate due roncole,
affrontano l'ultrà che nel frattempo si era arrampicato sul presbiterio urlando "....e Berlusconi-Giannirivera-Canalecinque la mafia rossonera, e Milan merda...".
L'impatto è dei più violenti; il nostro eroe è bastonato a sangue dai due sant'uomini.
Ricevuta l'estrema unzione, si salverà, pare, per intercessione di padre Pio.

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LEZIONE N°8: IL MODELLO PIERO PELU'

La nuova generazione dei gaggi ha eletto come suo paladino il cantante ex Litfiba.
Il look di quest'ultimo difatti sposa per certo:
1) La voglia di essere "strano" tipica del gaggio;
2) Il fatto di fare testi con risvolto sociale, perché il gaggio ha capito che la pivella di oggi vuole anche un uomo che parla, oltre che sgommare con la clio 16V;
3) L'eterno capello lungo, che fa SEMBRARE giovane anche un quarantenne;
4) L'assoluto cattivo gusto nell'accostamento dei colori;
5) Il sembrare "bohemien" (ma questo ad un gaggio non ditelo, sennò vi parte subito, urlando "là chi deu tiffu su Chiagliari!!");
6) Il fare "canzoni per pivelle" senza essere sdolcinato e poter così tenere la stessa cassetta nello stereo (da 1200 watt) della Clio 16V anche quando in macchina ci sono gli amici;
7) E' autorizzato a fare rutti in macchina, perché Piero Pelù quando canta, certe volte, pare che rutti.

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LEZIONE N°9: TECNICA DI DIFESA PERSONALE

Il gaggio vede ogni sua uscita come una potenziale rissa, visto che praticamente chiunque vuol rubargli la sguiata e sovrappeso "pivella".
Inoltre, avendo un codice della strada tutto suo, rischia la rissa su ogni tipo di incrocio, anche se viene da una strada sterrata e si immette nella SS131.
Il gaggio è imbattuto ed imbattibile per definizione, e se malauguratamente qualche volta ha ricevuto un livido, l'altro come minimo è entrato in coma.
Le sue armi sono innanzitutto la testata, il pugno ed il calcio:
1) su corp'e conca: micidiale se dato con la rincorsa o in successione. Il gaggio ci si allena fin da piccolo nei pungiball delle giostre. Arma risolutrice di mille risse, è la prima minaccia che il gaggio lancia: "la chi ti partu de conca"; la prima che il vero gaggio mima quando racconta agli amici della sua ultima prodezza; la prima che insegna al figlio ancora in fasce.
2) su cazzottu: detto anche cartone, è il colpo preferito dal gaggio col cascione (anello d'oro con pietra o comunque sporgenza). I luoghi dove il gaggio colpisce col cazzotto sono generalmente due: la faccia ("oooh, là che ti zacco la facciaaa") oppure il petto ("ti zaccu unu cazzottu a s'pitturra ti n'ci operru una ventana"). Fortissimo il gaggio che "sfodda" caricando il colpo del "cartone" con tutta la spalla, come ancora in voga nei pungiball dei lunapark, dove resiste, per fortuna, la moda di "sdongiarlo", barando, inclinandolo a 45°.
3) sa punt'e de pei: il gaggio con stivaletto non ci pensa due volte: un calcio "in mes'a 's callonis" ed ogni incomprensione è subito chiarita; una "punt'e de pei a mesu schina" ed anche la ragazza più difficile torna mite come un agnellino. Il calcio è l'arma preferita nella rissa a media distanza, in cui il gaggio sfodera il calcione in faccia stile "bruslì", millantando anni di corsi di kung-fu in realtà mai fatti e presunte cinture nere di "tecondò".

Ma è quando si trova in difficoltà che il gaggio dà il meglio di sè.
Fingendo di essere trattenuto urla come un forsennato all'avversario, che sa essere più forte di lui, cose tipo: "Agguantamì o ddu bocciu, a cussu fill'e bagassa", guardandolo malissimo. In questa maniera guadagna secondi preziosi per la fuga, che verrà poi rivenduta agli amici come un'abile ritirata dopo che aveva "partito" i primi 4 o 5 avversari.

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ED ORA ALCUNE CONSIDERAZIONI SPEDITECI DA JONATHAN GRASS, CHE PARLANO DEL GAGGIO TIPOLOGIA "BURDO", QUELLO CHE SI TROVA SPESSO SUGLI AUTOBUS DI LINEA O ALLO STADIO.



LEZIONE N°10: ITTA E' CHI SES CASTIENDI?

Doverosa premessa:

Punto primo: il gaggio è gaggio...c'è poco da aggiungere! Mai parola fu più azzeccata per descrivere il tipico personaggio che ha turbato almeno una volta l'adolescenza di tutti noi. In ogni quartiere, in ogni scuola, a catechismo o sul pullman (l'1, il 3, per non parlare degli ormai scomparsi 5/12 o 14), dalle medie in poi, a tutti è capitato un gaggio sulla propria strada e a tutti noi, chi più chi meno è capitato di "passarci", almeno una volta, facendo la parte dei Jolloni. Le uniche possibilità di salvezza erano o l'improvviso arrivo di un genitore, o del controllore sul pullman ( all'arrivo del quale il gaggio o scendeva dal finestrino o apriva le porte col comando di sicurezza o ti sgobbava il biglietto) o la fortunata parentela con qualche amico del gaggio ( in genere un cugino).
L'età del gaggio attaccabrighe (gergalmente "cagagazzu") va dai 12-13 ai 18-20 anni, dopo egli preferisce, dietro il suggerimento degli amici, non esporsi in inutili brighe ( il suggerimento più o meno suona così: "oh Fisio...lassaddu perdi custu balossu....no ri comprommittasta").
In genere non sono mai soli. Spesso in compagnia di amici altrettanto gaggi coi quali alternano gli abbordaggi ("oh...a questo glielo cago io il cazzo" oppure "...toh vai e cagagli il cazzo che se ti risponde mi metto in mezzo anche io e gli facciamo il trep").
Sebbene la compagnia sia generalmente tutta al maschile, capita che in mezzo alla cricca ci sia anche qualche pivella la quale non si esime dal ruolo di "donna del gaggio" e che anzi da a questi la possibilità di argomentare circa eventuali apprezzamenti sulla medesima ("...la ghe alla mia pivella no da deppisi nemmancu fragai").
A dire il vero non sono rare né le storie di gagge che si comportano come i rispettivi pivelli gaggi ("...minca quell'egua stava svisandosi il mio pivello...se la casso ce la faccio kravare nel kunno di dove ne è uscita"), né le storie di gagge che istigano i rispettivi morosi alla violenza gratuita ("...minca Massi, partilo di testa").
Gli argomenti principe nelle serate tra gaggi sono: risse ( vissute o tramandate); a chi conosce più gente marcia, a chi conosce più gente che è stata a buoncammino, storie di porri, a chi a visto il panetto di fumo più grande, a chi ha il pittbull più cattivo, a chi ha il cascione più grande (utilissimo per buttare giù denti nelle risse), l'ultima storta fumando, l'ultima storta bevendo, l'ultima storta bevendo e fumando, ecc...

Punto secondo: Il Jollone non è sempre un Jollone, nel senso che anche colui che oggettivamente non rientra nella categorie dei Jolloni, qualche volta è costretto ad immedesimarvisi o ad apparire tale per scampare la sussa. Il Jollone reale ( the real Jollon!!!) è quello sempre in ordine, sempre educato, con qualche risparmio nel portafogli, lo swatch, di buona famiglia. Abituato a mantenere la calma, o almeno a cercare di mantenerla, nelle situazioni di massimo rischio colpi. Sta' per piangere...ma non vuole dare la soddisfazione al gaggio. E' quello che quando sta' per prendere colpi propone al gaggio soldi in cambio dell'immunità, oppure si slaccia lo swatch e lo offre in cambio della salvezza. E' quello che si iscrive a Judo o a kick-boxing e che quando il gaggio lo ferma si mette in guardia convinto di poter applicare gli esercizi provati e riprovati in cameretta...senza sapere che al gaggio bastano due cartoni per coricarlo ("minca, brutto il tipo credendosi vandam....Ascù gli ho dato una doppietta e l'ho sderrigato a terra. La ghe a bisticciare si impara ini strada"). La situazione più a rischio nella vita del Jollone sono le visite di leva a Calamosca, alle quali ovviamente, arriverà accompagnato dalla mamma. Quando il Jollone è sul pullman, appena vede salire una cricchetta di gaggi ( riconoscibili dagli zatteroni e dal giubbottino essenza, che ha sostituito il born in usa e l'energie), scende per prendere quello che passa dopo, sicuro di essere oggetto di attenzioni della "allegra combriccola".
Il Jollone si giustifica perennemente col gaggio, anche quando ha ragione o anche quando è estraneo alle vicende. Il suo ruolo lo obbliga ad assecondare ogni affermazione e a stamparsi sul viso un'espressione indescrivibile!! Le difficoltà per il Jollone non terminano dopo l'incontro con il gaggio. Dopo i colpi o gli scampati colpi egli infatti dovrà giustificare coi genitori un lungo periodo di apatia, nervosismo, e in generale il rifiuto di ogni rapporto con il mondo esterno. Ciò a causa della paura di uscire di casa e ri-imbattersi nello sbertirore di quartiere il quale, tuttavia, si sarà sicuramente dimenticato del Jollone in questione, in quanto poco fisionomista e oberato dall'intensa attività di attaccabrighe.

Ed ora, dopo questo preambolo...alcuni esempi pratici:



LEZIONE N° 11: COME CAGARE IL CAZZO:
PHRASEOLOGIA TIPICA
...esempi vissuti, visti o sentiti raccontare...

G = Gaggio: AG = Amico del Gaggio; J = Jollone

- G: "itta è ghi ses castiendi?
- J: "no no..scusa, non stavo guardando te"
- G: "ma itta mi ses pighendi po' culu...la ghi rindi bogu is ogusu. La ghe ti faccio la faccia così"

- G: "cos'è che mi hanno detto? Hai picchiato a mio fratellino?"
- J: "guarda che deve esserci un errore...io non lo conosco neanche tuo fratello"
- G: "La ghi no ri deppis permitti"

- G: "oh....oh.....aschò vieni un attimo. Me la sai dire l'ora?
- J: "mi dispiace, non ho l'orologio"
- G: "minca, meno male ...che altrimenti te lo avevo già sgobbato" (l'orologio in realtà l'aveva...ma essendo previdente, vale a dire "essendosela fragata*", per evitare di farselo sgobbare, lo tiene in tasca per poter mostrare all'occorrenza il polso libero!!)

*voce del verbo fragarsela (immaginare, presagire, aver sentore), es: "Mi da seu fragara e inzà mi 'ndi seu fuiu" (avendo avuto sentore di un pericolo incombente ho visto bene di fuggire gambe in spalla). Sinonimo: sgammarsela.

- G: " oh...ascò...ce lo dai un passaggio a me e al mio amico?"
- J: "non posso, non ho un altro casco e poi non si può andare in tre"
- G: "eh...infatti tu scendi e ci dai il motorino"

Il gaggio e l'amico raccontano l'episodio al resto della cricca : "Minca, l'abbiamo treppato e li abbiamo pure sgobbato lo scarabeo" ( qualche tempo fa sarebbe stato un F10). Gli amici commentano: " minca mia a tui...sei solo scoppiato".

- G: "scusa...me lo fai vedere un attimo il telefonino se è uguale al mio"
- J: "si, tieni"
- AG: "..minca, matto questo telefonino, cosa è uno startac?"
- J: " si, è uno startac 130"
- G: "glielo regali al mio amico, che gli piace?"
- J: "...non posso, mi dispiace, l'avrei fatto ma è un regalo di mio babbo"
- G: ".....ceee...oh tanalla. Toh ascò...vai prima che mi venga il nervoso.....e ringrazia che non ti sgobbo pure il motorino"

La stessa scena succedeva più o meno nello stesso modo quando andavano di moda i ray-ban modello tartarugato o pieghevole.


A questo dialogo ho assistito personalmente qualche tempo fa sull'1:

- G: "scusa...te la posso chiedere una cosa?"
- J: " si certo, dimmi pure"
- G: "ma di dove sei..."
- J: "di...******* ( il nome di un quartiere a caso...tanto non importa ai fini dell'esempio. NDR)"
- G: " ceeee.....di ******!! Asco...e il mio amico lo conosci, la ghe anche lui è di *******"
- J: "...emh...no, veramente non mi pare di conoscerlo, mi dispiace"
- G: " ...ma tu è il tuo amico in due lo picchiate al mio amico?"
- J: "...emh...non credo...e poi non vedo per quale motivo dovremmo azzuffarci"
- G: " ceeee...oh passivu...ma cosa ti stai, passando?...La di non farti lo scemino con me, as cumprè?"
- J: "...no no...non mi permetterei mai..."
- G: " cosa è...? "
- J: "...ma dai perchè non ci lasci in pace?...non ti abbiamo fatto niente"
- G: "itta è ghi è?...non ti ho sentito bene...."
- J: "...dicevo che non ti abbiamo fatto niente...dai, lasciaci in pace"
- G: "mi di non alzare la voce"

.....ecc. ecc.....poi sono dovuto scendere e mi sono perso la fine di questa simpatica chiacchierata.


Per concludere questo breve esempio di ordinario gaggiume vorrei raccontarvi un gustoso aneddoto accaduto qualche tempo fa all'uscita di uno dei licei cagliaritani.
Un noto sbertidori cagliaritano, chiamiamolo X, per rispettarne la privacy, era stato mandato all'uscita di scuola per un "corso di recupero" ad una persona colpevole di uno sgarro verso non so chi.
X, evidentemente non bene informato dell'identità dell'oggetto delle sue attenzioni, suonata la campanella, non appena hanno iniziato ad uscire i primi studenti ha acchiappato uno che vagamente ricordava la persona per cui era li e, dopo le formalità di rito ( cos'è che mi hanno detto,...la ghi no ri deppis permitti...ecc), ha iniziato con il repertorio di cartoni e schiaffoni. Nel frattempo è sopraggiunto il mandante che, accortosi dello scambio di persona, ha subito bloccato l'amighisceddu che nel frattempo, però, aveva già lasciato almeno 5 dita sul viso del malcapitato.
X, mortificato per quanto successo ha prontamente espresso il suo rammarico nei confronti dell'interposta persona con una frase che suonava più o meno così: "...ceeeeh goppà scusammì...c'è stato un equivoco. Oh, comunque, tranquillo, non è successo niente eh. Quando mi vedi salutami, tranquillisceddu, non ci sono problemi. Oh...se hai bisogno, minca, tranquillo, quando mi vedi ini strada, no ri preoccupisi...vieni e mi dici oh X la ghi mi anti cagau su cazzu, mi dici chi è stato e risolviamo tutto. occhei?"

Dal vostro inviato a Gaggiolandia un cordiale saluto.
Jonathan Grass

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