Mauretta
è al colmo dello spasimo, si appresta a dare alla
luce il sospirato erede.
Gavinu, ripresosi dall'ennesimo attacco
di panico, le stringe le mani e ripete:
"Ammore tranquilla che ci seu deu, tranquilla ci seu deu deu. Aiò
ammore che ne sta uscendo, dai o Mauretta, dai, dai da...." e sviene
addosso a Mauretta.
A Zia Fellicina, proprio in quel momento,
cadono gli occhiali, e afferra la testa di Gavinu
credendolo il pargolo, esclamando:
"Pitticcu su concali!!! Ceee, pren'e pilusu!".
"Mattacazzu concali, là chi cussu è su conch'e cazzu de pobiddu
miu!", urla Mauretta isterica, e con
una sola mano scaglia lontano l'inutile marito.
Zia Fellicina oltre che zurpa è pure sorda,
e fa:
"Cussu è su cazzu? IIhhh, sciadara filla mia, e itta è struppiau?".
Mauretta non ci vede più dalla rabbia,
e tira un calcio in faccia alla vecchia, facendole perdere i sensi.
"E bogarì 'e mes'a scallonisi, beccia accallonara!".
Quindi estrae essa stessa il pargolo,
una bella bambina, incredibile a dirsi visti i genitori. Le mozza con
un morso il cordone ombelicale e la tiene stretta al grembo.
Il carabiniere presente alla scena
riesce solo a mormorare un "Minca...", quindi aiuta la madre
eseguendo alla lettera i precisi ordini che Mauretta
le impartisce in napoletano.
Nel frattempo la notizia si è
diffusa nel vicinato, e la casa è piena di vicini e parenti.
I genitori degli sposi, finalmente
avvisati, già litigano tra di loro per il nome da mettere alla bambina.
"Appu nau chi si deppiri zerriai Effisina
cummenti su pobiddu miu!", urla la mamma di Gavinu.
"Fillu tuu s'in c'è dormiu tottu s'ora, poitta è cummenti unu cazzu.
Sa pippia si deppidi azzerriai Giuannicca,
cummenti pobiddu miu!", urla a sua volta la mamma di Mauretta.
Gavinu
si è finalmente ripreso dallo choc, ed ora tiene in braccio la creatura,
che non vuol dare in braccio a nessuno, perchè "Si no mi da consumaisi".
La famiglia si riunisce, Gavinu
ha gli occhi pieni di lacrime e bacia affettuosamente la moglie, anche
lei commossa.
S'Oreri, autoelettosi padrino della bambina,
ha la soluzione pronta per il nome:
"Da zerriausu Centossessantaquattro, cummenti sa macchina de frari
miu, chi è unu nomini stravau e poriri andai beni puru po is cristianusu".
Una padellata in testa della mamma
di Gavinu rimette le cose a posto.
Alla fine Mauretta
ha la soluzione che accontenta tutti:
"La chiamiamo Gianefisia, così accontentiamo
tutti".
"Eia, unu bellu nomini, modernu...", sentenziano le due suocere.
La data del battesimo è da definirsi.
Gavinu e Mauretta
hanno sistemato la culla vicino al letto.
Sulla spalliera della culla il
papà ha gia attaccato un giochino di sua creazione: delle piccole bombole
appese a dei cavi girano intorno, e la bambina ci gioca incuriosita.
Un carillon ripete a basso volume:
"Bombola signora, apraaa !"
Fine...